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Psicodramma Classico - Anno I Numero 1, 1999

Codice: R14
Data pubblicazione: 1 Gennaio 1999

1. TEORIA
1.1.
Psicodramma classico: una mente collettiva in scena
Teoria o teorie dello sviluppo nello psicodramma moreniano?
Autore: Francesco Magrini

L'autore ci immerge, attraverso una successione di immagini, di suggestioni, in una prospettiva che ci fa considerare il mondo come divìso in mondo intemo e mondo esterno: un mondo rappresentabile in "mappe di relazioni" che attiva, di volta in volta, io attore e io osservatore, in una comune missione di "scouting" (esplorazione del territorio e traccia di sentieri). Egli fa quindi riferimento a una prospettiva relazionale come brodo di coltura dello psicodramma classico e, velocemente, ci mostra frammenti di altri ingredienti. L'autore si sofferma su tre elementi fondanti dello psicodramma classico: ruolo, semirealtà e gruppo interno/gruppo esterno; suggerisce una modalità di pensiero comune (interpensare) con altre scuole, rivendicando l'originalità del metodo.

Codice: R14-A132


1.2.
Azione e fame d'azione in psicodramma
Contributo ad una riflessione su uno dei cardini epistemologici della teoria e della metodologia psicodrammatiche
Autore: Paola De Leonardis

L'articolo prende in esame il concetto moreniano di fame d'azione, ne cerca i significati epigenetici e ne propone una lettura trasformativa nel corso dello sviluppo del bambino, da espressione percettiva-motoria a fame di relazione a fame d'esserci, fino a riconoscerla alla base del bisogno esplorativo e creativo di altro e di nuovo che caratterizza l'uomo. L'articolo correla poi tali concetti evolutivi all'impiego psicodrammatico dell'azione come strumento di intervento psicologico.

Codice: R14-A133

2. DIAGNOSI
2.1.
Diagnosi in psicodramma
Autore: Peter Felix Kellermann

Codice: R14-A134

3. METODOLOGIA
3.1.
La moltiplicazione dei ruoli in psicodramma
Strategie e tecniche per la produzione di ruoli spontanei
Autore: Giovanni Boria

L'autore presenta i protocolli di due scene di lavoro psicodrammatico relative a due diversi protagonisti. Egli intende mostrare come, grazie agli interventi registici del direttore, i ruoli iniziali di ciascuno dei due protagonisti vadano spontaneamente trasformandosi in ruoli che risultano - nel momento conclusivo della rappresentazione - più chiari e individuanti per tutti i personaggi che hanno agito sulla scena. Gli interventi del direttore sono consistiti principalmente nel provocare tempestive ed inattese inversioni di ruolo e nello stimolare il protagonista con ben calibrati interventi di doppio.

Codice: R14-A135

4. PSICOTERAPIA
4.1.
La costituzione di un gruppo di psicodramma classico per pazienti anoressico-bulimiche
Riflessioni sul set-setting e set(ting) psicodrammatico
Autore: Paolo Carrirolo

L'articolo è il frutto di riflessioni sulla costituzione di un gruppo di psicodramma classico per pazienti anoressico-bulimiche all'interno di un'istituzione ospedaliera. Vengono presi in considerazione sia gli aspetti peculiari dell'assetto terapeutico istituzionale, secondo una analisi che tiene conto del set e del setting del gruppo stesso, sia gli aspetti particolari del set psicodrammatico classico applicato al gruppo di pazienti anoressico-bulimiche. La ricerca testistica inoltre, effettuata sul gruppo, ha prodotto risultati significativi; l'articolo si occupa di analizzarne alcuni.

Codice: R14-A136

5. FORMAZIONE
5.1.
Psicodramma Pedagogico
I metodi d'azione nella scuola
Autore: Luigi Dotti

Nell'articolo vengono evidenziate le potenzialità dei metodi d'azione in ambito scolastico. Nella prima pane sono richiamati alcuni cardini teorici ed operativi del metodo psicodrammatico, di sicuro interesse per l'ambito educativo. Nella seconda pane vengono descrìtte alcune applicazioni del metodo sia rispetto alla conduzione del gruppo-classe che rispetto alla gestione del processo di apprendimento dei contenuti. In particolare viene sottolineata la funzione delle tecniche psicodrammatiche non solo come motori di una ristrutturazione emotivo-affettiva, ma anche come attivatori di specifici processi cognitivi.

Codice: R14-A137

6. ROLE PLAYING
6.1.
L'affermarsi del role playing come forma di psicoterapia
Autore: David A. Kipper

L'articolo ripercorre la storia del role-playing, dalle sue origini rituali nelle società primitive ai suoi attuali impieghi in psicoterapia. Nell'ambito di quest'ultima vengono presentate le tre principali forme di role playing rispettivamente inserite in tre diversi approcci psicoterapeutici: il role playing dello psicodramma moreniano, laflxed-role therapy di George Kelly e la behavior rehearsal di Wolpe e Lazarus. Data la versatilità del role playing e la sua efficacia indipendentemente dalla teoria psicologica di riferimento, l'Autore postula l'affermarsi di un "paradigma scientifico " in psicologia fondato su una ricettiva "neutralità concettuale" rispetto ad altri orientamenti, piuttosto che su sforzi sincretici intesi a mettere d'accordo orientamenti diversi fra loro.

Codice: R14-A138

7. TESTIMONIANZE
7.1.
II rituale nel Playback Theatre
Autore: Nadia Lotti

Che cosa si intende per rituale nel Playback Theatre? Questo articolo cerca di rispondere a questo interrogativo attraverso il riconoscimento e l'analisi di alcuni elementi del rituale, mediante l'approfondimento del processo rituale nella storia del Playback Theatre, soffermandosi sulle diverse fasi che ne costituiscono la struttura. Da queste riflessioni scaturiscono ulteriori domande: Qual è il significato del rito? Che rapporto esiste fra rito e teatro? Dove si colloca il Playback Theatre? Partendo dal presupposto che i riti, sono fenomeni molto affini alle rappresentazioni drammatiche, l'articolo mette a confronto teatro e rito in riferimento alle teorie dell'antropologo Vietar Turner, per poi individuare le eventuali connessioni con il Playback Theatre.

Codice: R14-A139


7.2.
Chi bene incomincia è a metà dell'opera...
Considerazioni sull'inìzio della sessione psicodrammatica
Autore: Carla Fontanella

Codice: R14-A140